Essere Massone

“Considera, pertanto, come dicevamo che due sono le realtà e una domina sul genere e sul mondo intelligibile, l’altra sul visibile, . . .
Prendi una linea divisa in due parti disuguali e dividila ulteriormente sia in una parte che nell’altra – ovvero nel genere visibile e in quello intelligibile – secondo la stessa proporzione.”
Platone – Repubblica VI d 509

Secondo George Berkeley, noi non conosciamo direttamente ed immediatamente i veri oggetti del mondo; noi conosciamo direttamente solo l’effetto che la realtà esterna ha sui nostri comportamenti. Quando ci limitiamo a guardare un oggetto, noi ne percepiamo solo una rappresentazione “velata” di ciò che è il “vero” oggetto. Il sogno, in fondo, è l’infinita ombra del Vero (Pascoli, Alexandròs). E’ per togliere questo “velo”, onde non percorrere più le strade surrogate da concetti “ri velati” (quindi velati due volte), che molti scelgono di entrare in Massoneria.
Conosciamo un po’ tutti il Mito della Caverna di Platone. Questo mito non fa altro che rappresentare la Loggia Massonica nel suo insieme. Superare il Muro che divide il Profano, dalla Luce (che in realtà non ha mai visto, ne’ può mai concepire in questa condizione…), è solo il primo passo. Per togliere il velo, bisogna indagare sulle Ombre e farle diventare alberi, fiori; scoprire insomma di cosa è fatto il Mondo, fino a riuscire a guardare con occhi nuovi, forti, la Luce che prima ci ha accecato. Questo è essere Massone.

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