Alti Gradi

I primi tre gradi della Massoneria sono ‘teoricamente’ completi. Tocca meglio precisare il senso di questo avverbio che abbiamo messo tra virgolette. Perché non c’è alcun dubbio che la portata complessiva dell’insegnamento massonico sia compendiata nel simbolismo delle Logge. Ma appare chiaro a chiunque che in pochi anni non è possibile realizzare concretamente quel lavoro interiore senza il quale ogni iniziazione corre il rischio di rimanere simbolica, e quindi sostanzialmente inutile.

Lo stesso Oswald Wirth, uno dei più noti Maestri Passati e uno dei più noti nemici dei cosiddetti ‘alti gradi’, riconosceva che la ‘lezione’ di questi pur non essendo ‘indispensabile’ aveva qualche ‘valore’, arrivando a dire che “la necessità degli alti gradi non si sarebbe mai fatta sentire se, in pratica, i tre gradi fondamentali non fossero restati lettera morta”.

Ci sembra utile fermarsi a riflettere su questo aspetto. I gradi superiori al terzo sono, ragionando al minimo, un utile completamento dell’insegnamento dei primi tre e, volendo essere più radicali, un necessario ulteriore perfezionamento nel percorso iniziatico. Gli ‘alti gradi’ già dal Settecento sono organizzati in Riti. In Italia sono attivi e praticati, e già dal secolo scorso, numerosi Riti, il Rito Scozzese Antico e Accettato, il Rito di York, il Rito Simbolico, il Rito Scozzese Rettificato, il Rito Noachita.

La nostra obbedienza suggerisce ai suoi Maestri il proseguimento, nel cammino di osirificazione, nel Grande Oriente Egizio di Memphis e Misraim, una vera e propria enciclopedia vivente della tradizione occidentale. Il perché è presto detto: non solo il c.d. Rito ‘egizio’ è il più naturale proseguimento di chi, come noi, ha scelto di adoperare la ritualità di Mallinger, al posto dei tradizionali rituali ‘scozzesi’, ma la ricchezza della sua scala permette all’iniziato di vivere negli anni le tappe più importanti di tutta la spiritualità occidentale: dallo gnosticismo alla tradizione gioannita, dal rosacrocianesimo alla qabalah ebraica, dalla temperie di Cagliostro e Raimondo di Sangro (suoi gli Arcana Arcanorum che sono il cuore vivente del Rito) ai gradi alchemici.

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Avere tutto in un efficace sistema, le cui tappe sono pensate in ottica della effettiva palingesi ermetica di chi le percorre, consente anche di evitare il turismo esoterico. È il pregio della completezza. In troppi svolazzano da un sistema all’altro, da un ordine all’altro, da un’esperienza a un’altra senza avere nessuna idea precisa di dove andare, solo con una vaga idea che pure da qualche parte bisogna dirigersi. Un po’ come dei turisti, appunto, la cui unica fatica consiste nel frequentare le agenzie alla ricerca dei depliant con le mete più suggestive o nel cercare su Internet i prezzi più convenienti, senza mai partire.

L’idea del Grande Oriente Egizio di Memphis e Misraim, è invece quella di non far scegliere nessuna meta in particolare, avendole tutte in sé, perché non bisogna solo programmare un viaggio. Bisogna partire.

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